"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"
Sono Desirèe, per tutti Desy o Dè da anni. Quando ero bambina, il mio nome non mi piaceva: mi dicevo spesso “che peccato non sentirmici dentro, in questo nome che indosso”. Non ci si strugge per un nome, figurarsi, però un po’ ci pensavo e lo sentivo come un nome che abitavo senza abitarlo davvero.
Trovi la mia storia sotto la pagina “Virgola” perché non mi piace mettere punti, piuttosto virgole, tra le esperienze collezionate, le voci e le canzoni ascoltate, le cose guardate, i sospiri, le pagine lette e ancora, ancora, ancora…
Amo la musica, non posso farne a meno, ho bisogno di lei come compagna di vita, nei miei momenti più bui e nei miei momenti più felici, quelli in cui non riesco a spiccare il volo e quelli in cui riesco a planare con leggerezza. C’è sempre stata nel canto, nell’ascolto, in tutto. Mi ha fatta “ridere e bestemmiare”, ma d’altronde “brucia il fuoco, she’s my babe”.

Lì dove Federico II confidò a Dio che quelle terre fossero la luce dei suoi occhi e che se Lui le avesse conosciute si sarebbe fermato a vivere lì. Una città in cui esplode l'arte, il verde delle sue colline e i giallo ocra del grano.

...fino all'orizzonte. Mi piace guardare all'orizzonte e andarmi a perdere al confine tra il cielo e il mare, spiando le terre che Dalla aveva tanto amato, tanto quanto io amo Dalla.

Per questo mi rifugio spesso in quelle dei libri, del cantautorato, nella poesia o nella prosa. Mi piace raccontare storie, usare le parole, giocarci, scrivere fisicamente con la stilo sul foglio o con i polpastrelli che suonano melodie sulla tastiera come fosse un pianoforte.
Sei tutti i limiti che superi
Giuliano Sangiorgi - Negramaro
Nel 2020 sono rinata, conoscendo una me che non pensavo di dover mai conoscere, ma che col tempo è diventata amica, un’amica dispettosa che però mi ha fatto capire quanto non sia solo la ragazza semplice che ama l’amore, la musica, l’arte, le parole e il mare, ma anche una ragazza forte, che sa rimboccarsi le maniche, che sa ridere anche dinnanzi alle difficoltà, sorridere delle piccole cose, dei fiori, del sole che sorge ogni giorno e del profumo del pane la mattina.
Dico sempre che scrivere è cura e malattia: scrivere è le mani di chi ti spinge giù in un burrone e quelle che subito dopo ti calano giù la corda per salvarti. Questo per me è scrivere, un’ancora di salvezza, una scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta fatto di incontri e scontri, di persone, di cose vissute e non, di altrettante cose dette e altre taciute. Ho imparato che scrivere aiuta anche a lasciare andare ed è per questo che in un giorno qualunque, nel cortile dell’università ho preso a scrivere prima in prosa trasformando pensieri, dolori e ricordi in un file di più di 300 parole; poi, in un blog, più tardi che trovate sui social sotto il nome di Be Strongly Sisu. Ma questa è un’altra storia!
A proposito di storia…
Il 1 novembre ’24 è uscito il mio primo romanzo “Posso Offrirti un caffè?” edito da Affiori di Giulio Perrone Editore. Lo trovate sul sito di Affiori, Amazon, LaFeltrinelli, Mondadori, sulle principali piattaforme online e nelle librerie indipendenti.