Lo scorso 15 novembre, al Circolo Unione, è andata ho presentato per la prima volta “Posso Offrirti un Caffè?”, il mio primo (e spero non ultimo) romanzo. È stata una serata che ricorderò per sempre: mi sono emozionata tantissimo; ciononostante ero calma, nel mio mondo, tra le mie parole e le pagine del mio libro, che oggi non sono più solo mie. Ines non sono più solo io, ma sono tutte le persone che hanno reso possibile che questa storia diventasse romanzo. Sono le persone che ho avuto il piacere di avere accanto alla mia prima presentazione, quelle che mi accompagnano da sempre, quelle sedute di fronte a me, quelle che leggeranno quelle parole e quelle che stanno leggendo queste parole.
Raccontare sentendosi a casa
Il Circolo Unione è stato una cornice perfetta. Le sue stanze trasudano storia, ma anche storie per tutti quelli che prima di me si sono succeduti qui, a presentarne le più svariate. Mi sono sentita a casa, circondata da persone che hanno scelto di esserci, di ascoltare, di condividere con me questo primo grande passo.
Posso offrirti un caffè, a cuore aperto, a libro aperto
La cosa più bella è stata vedere le mie parole prendere vita negli occhi degli altri. Raccontare come è nato il libro, parlare di ciò che c’è dietro quelle pagine, è stato speciale. Non era solo una presentazione, ma un dialogo, un momento per guardarsi negli occhi e condividere emozioni. E ogni domanda, ogni sorriso ricevuto, ha reso tutto ancora più magico.
Piccoli momenti, grandi connessioni
“Posso Offrirti un Caffè?” parla delle piccole cose, di quei momenti che spesso diamo per scontati, ma che hanno un valore immenso. Durante la serata, ho sentito che questo messaggio è arrivato, che quelle pagine non sono più solo mie, ma anche di chi ha scelto di farle entrare nella propria vita.
Non smetterò mai di dire grazie a chi ha reso possibile questa serata, a chi era lì con me e a chi ha deciso di regalarmi un po’ del suo tempo. È stato solo l’inizio, ma è un inizio che porterò sempre con me.
Adesso il viaggio di “Posso Offrirti un Caffè?” continua. La strada è lunga, ma questa prima tappa è stata un pieno di energia, sorrisi e voglia di raccontare. Spero che il libro continui a trovare persone pronte a scoprirlo, a sfogliarlo, a farlo un po’ loro. Perché, in fondo, non c’è niente di più bello che condividere una storia… magari davanti a un caffè.



