"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Radio SM – Sintonia Multipla: il mio podcast su Spotify tra musica, libri e parole

Nasce Radio SM - Sintonia Multipla, il mio nuovo spazio su Spotify in cui le parole scritte trovano finalmente anche una voce. Un progetto che mette insieme musica, libri, il mio romanzo Posso offrirti un caffè? e le tante cose che ho scritto e continuerò a scrivere, cercando ogni volta di andare oltre le parole per scoprire le storie, le emozioni e le riflessioni che custodiscono. Più che un semplice podcast, una piccola radio personale in cui incontrarsi, ascoltarsi e, magari, scoprire di essere per qualche minuto sulla stessa frequenza.

Le parole hanno trovato una voce. O meglio, le mie parole hanno scelto la mia voce e la mia voce le mie parole. Dal loro incontro, è nata Radio SM – Sintonia Multipla, oggi te la racconto.

Dalle parole alla voce su Radio SM

Ho sempre scritto. Ho scritto per ricordare, per capire, qualche volta per dimenticare. Ho scritto quando avevo qualcosa da dire e anche quando non riuscivo bene a capire cosa fosse quel qualcosa. Ho riempito pagine di quaderni, articoli di blog, documenti prima Word e poi Pages, note del telefono. Ho scritto un romanzo. Ho scritto di libri scritti dagli altri, di musica, di persone, di giornate apparentemente insignificanti che, se guardate abbastanza da vicino, insignificanti non lo sono mai.

A un certo punto, però, mi sono accorta che avrei voluto di più da quelle parole. Non leggerle, ma raccontarle. Sì, volevo raccontare le mie parole, le mie sensazioni, le mie intuizioni, le mie passioni, le mie riflessioni. E ho dato voce alle mie parole.

Ed nata così Radio SM – Sintonia Multipla, la stanza delle mie parole, quelle dette e non scritte. Abita su un canale podcast nella cittadina di Spotify. Sì, non è una vera e propria radio, anzi, non lo è affatto, è semplicemente un podcast in cui sentirai la mia voce raccontarti quello che penso di musica, di libri letti e cose scritte da me.

E allora perché proprio “Radio SM”?

Eeeeeh! Mò vuoi sapere troppo. No dai, scherzo. Vorrei tanto dirtelo, vorrei tanto spiegartelo semplicemente. Ma occorre tempo a me di essere pronta a spiegartelo, tempo a te per sederti per allungare la pausa caffè in qualcosa di più e prenderti tutto il tempo per capire che oltre alle cose belle che pubblichiamo sui social e ai sorrisi che facciamo e ai “tutto bene” che diciamo agli altri ma anche a noi stessi, c’è molto di più.

Diciamo che sono due lettere che mi accompagnano e ho voluto giocarci un po’. Giuro, mi prenderò del tempo per capire come raccontarti il nome del mio podcast, magari aprendo anche una rubrica nuova, chi lo sa. “Addirittura una rubrica?”, te l’ho detto, è una cosa importante e richiede tempo anche per spiegartela.

Quindi, diciamo che al momento non posso spiegartelo, ma posso dirti che ho lavorato molto su questo progetto prima di accostarmici.

Nata per scherzo in una chat whatsapp con il mio compagno, nel tentativo di fare un po’ la scema, un po’ testarmi, un po’ provare a fare come Bruno in RadioFreccia, un po’ perché la testa mi diceva così. Valutata, studiata, sì perché ho fatto un corso di podcasting, scelto microfoni e programmi e catapultata su Spotify, a inizio agosto. Non faccio le cose senza pensarci millemila volte insomma.

Allora ti spiego “Sintonia Multipla”

Sintonia perché sintonia è quella cosa invisibile che succede quando due frequenze riescono a incontrarsi. Una canzone che sembra parlare esattamente di quello che stai vivendo, un libro aperto nel periodo giusto, una frase scritta anni fa che rileggi oggi e improvvisamente significa tutt’altro, una persona che pronuncia proprio le parole che avevi bisogno di sentire.

“Multipla”, invece, perché sono tante le cose che mi frullano nella mente e non ho saputo scegliere a quale dare la priorità o l’esclusività. Mi piace la musica, amo i libri, scrivo e continuo ad accumulare pensieri sulle note del telefono come se prima o poi qualcuno dovesse chiedermene conto. E allora perché separare tutto?

Radio SM nasce proprio dall’idea di mettere insieme queste frequenze.

Non volevo semplicemente fare un podcast

A dire il vero, chiamarlo podcast mi sta quasi stretto.

Nella mia testa è più simile a una piccola radio personale. Di quelle che accendi senza sapere esattamente cosa passeranno, ma sai che probabilmente troverai qualcosa capace di farti compagnia.

Qui voglio raccontare le storie che si nascondono dietro alle canzoni, parlare dei libri che leggo e delle domande che mi lasciano, tornare tra le pagine di Posso offrirti un caffè?, il mio romanzo, leggendolo e raccontandolo un capitolo alla volta. E poi recuperare cose che ho scritto negli anni, pensieri, articoli, riflessioni.

Ma soprattutto voglio fare una cosa che probabilmente faccio da sempre: guardare intorno alle parole, perché una parola raramente finisce con l’ultima lettera che la compone, con la virgola o il punto a seguirla, o chissà un’altra parola ancora.

Ha una storia prima e una conseguenza dopo. Può ricordarti qualcuno, riportarti in un posto, aprire una domanda. Lo stesso succede con una canzone, con una pagina di un romanzo, con una frase ascoltata distrattamente mentre fai tutt’altro. A me interessa quello che succede lì intorno.

Dalla scrittura alla voce

Registrare la prima puntata è stato strano.

Scrivendo posso tornare indietro, cancellare, riscrivere una frase dieci volte perché quella virgola non mi convince. Posso lasciare un articolo nelle bozze, tornarci il giorno dopo e decidere che faceva schifo anche se la sera prima mi sembrava bellissimo.

La voce è diversa, la voce tradisce. Ha esitazioni, respiri, inflessioni. Fa capire quando sorridi anche se nessuno ti vede. A volte trema, altre corre troppo perché il pensiero è già arrivato qualche metro più avanti.

Ed è proprio questo che, dopo la paura iniziale, ha cominciato a piacermi. Per anni ho cercato la mia voce attraverso la scrittura. Ora provo, letteralmente, a usarla.

Musica, libri e tutte le cose che stanno nel mezzo

Non voglio insegnare musica e non voglio spiegare la letteratura. Non è quello il punto.

Vorrei piuttosto partire da una canzone e chiedermi perché, dopo vent’anni, riesca ancora a farmi pensare a quel determinato momento della mia vita. Aprire un libro e domandarmi perché una frase sottolineata da qualcun altro possa improvvisamente raccontare qualcosa di me. Riaprire il mio romanzo e incontrare la persona che ero quando l’ho scritto, scoprendo magari che oggi alcune di quelle parole significano qualcosa di diverso persino per me.

Consumiamo continuamente parole. Le ascoltiamo nelle cuffie, le leggiamo nei libri, le scriviamo nei messaggi, le pronunciamo alle persone che amiamo e qualche volta le sprechiamo con quelle che non conosciamo.

Ma raramente ci fermiamo a guardarle davvero. Radio SM vuole provare a fare proprio questo.

Mettersi sulla stessa frequenza

Forse questo progetto nasce anche dal desiderio di creare un altro modo per incontrarsi. Qui sul blog io scrivo e tu leggi. C’è qualcosa di intimo anche in questo: nella maggior parte dei casi, io non so dove sei mentre scorri queste righe. Potresti essere sul divano, in pausa pranzo, sotto le coperte alle due di notte.

Con la voce questa distanza mi sembra ancora più piccola. Potrei accompagnarti mentre guidi, mentre cammini, mentre prepari la colazione o mentre hai semplicemente bisogno di spegnere per qualche minuto il rumore che arriva da tutto il resto.

Questo è il significato più bello che riesco a dare oggi a “Sintonia Multipla”: non essere necessariamente uguali, non pensare le stesse cose, ma riuscire per qualche minuto a incontrarsi sulla stessa frequenza.

Bando alle ciance, ciancio alle bande

Non so ancora esattamente dove mi porterà Radio SM. Che per una Vergine, maniaca del controllo, organizzata e puntigliosa già è un gran dire. Ma, stranamente, va bene così.

Non è un progetto che nasce dall’ambizione, ma dalla creatività, dalla voglia di sperimentare e mettermi alla prova, magari anche superando la paura di espormi, di dire la mia. Coerentemente con quanto detto, voglio scusarmi per la qualità dell’audio, magari: magari qualche volte si sentirà qualche uccellino che cinguetta o, soprattutto di sto periodo il ventilatore, che gira a velocità 3 per non farmi svenire di fronte a un microfono. La voce non è sempre perfetta, forse non lo è mai, tanto meno la dizione. Non sempre cancello i pezzi sbagliati, non sempre li ripeto, voglio che sia una cosa vera e trasparente, come lo sono io. Niente di più.

E so che dentro ci saranno musica, libri, il mio romanzo, le cose che ho scritto e quelle che devo ancora scrivere. Ci saranno parole, soprattutto. Parole dette, lette, cantate, pensate e tutto quello che riescono a smuovere quando ci concediamo il tempo di ascoltarle davvero.

Questo blog continuerà a essere casa. Radio SM sarà forse una stanza nuova, con un microfono sul tavolo, qualche libro lasciato aperto, una canzone in sottofondo e una sedia libera davanti alla mia. Se vi va, sedetevi.

Proviamo a vedere se siamo sulla stessa frequenza.


Qui, l’ultima puntata! 👇🏼

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