Ci sono frasi che si incastrano nella testa come promesse. Cresci con l’idea che puoi diventare – non essere, attenzione – tutto ciò che vuoi, che con impegno, determinazione e coraggio nessuna strada ti sarà preclusa. È un mantra che ci viene ripetuto da sempre, nelle pubblicità motivazionali, nei libri, nei film in cui il protagonista parte dal nulla e arriva in cima.
Ma poi, crescendo, scopri che il mondo è fatto anche di limiti. E che non tutti quei limiti sono dentro di te.
La libertà che non sappiamo di avere: essere se stessi
Poter scegliere, non essere incasellata in un ruolo predefinito, poter diventare qualsiasi cosa. Era ed è un pensiero che mi dava e mi torna a dare sicurezza: la libertà di reinventarmi, di plasmarmi come creta, di riscrivere ogni volta la mia storia.
E in parte è vero. Possiamo cambiare, possiamo evolvere, possiamo abbandonare una strada e prenderne un’altra. Possiamo rialzarci dopo una caduta, ricominciare, riscoprirci diversi da come ci eravamo immaginati.
Ma possiamo davvero essere chiunque vogliamo?
Ognuno di noi nasce in un contesto che lo modella, che crea possibilità e ostacoli, che gli concede libertà o lo costringe a lottare per averla. Siamo influenzati dalla famiglia, dalle esperienze, dalle opportunità (o dalla loro assenza).
E allora mi chiedo: quanto di ciò che siamo è una scelta? E quanto è il risultato di ciò che ci circonda?
I limiti ci modellano
Se fosse davvero solo una questione di forza di volontà, allora perché non tutti riescono? Perché c’è chi nasce con un “destino” già tracciato e chi deve costruirselo pezzo per pezzo, inciampando a ogni passo?
Ci sono barriere che non dipendono da noi. Il paese in cui nasci, la tua condizione economica, il colore della pelle, purtroppo, il genere, la salute fisica e mentale, la rete di contatti che hai intorno. Tutte queste cose definiscono le possibilità che abbiamo, anche se ci piace credere che siamo noi a scegliere.
Puoi avere talento, sogni e determinazione. Ma se il mondo tutto intorno non ti dà gli strumenti per arrivare dove vuoi, la strada sarà più in salita. E allora quella frase, “puoi essere chi vuoi”, diventa una promessa sbilenca, un ideale che non tiene conto della realtà. Perché nessuno ti dice che a volte lottare non basta. Che ci sono ostacoli che non puoi abbattere da solo. Che il successo non è solo una questione di merito, ma anche di opportunità.
E che non è colpa tua se non riesci sempre a essere chi vorresti.
Siamo chi scegliamo di essere o chi ci lasciano essere?
Oltre ai limiti della società, poi ci sono quelli delle aspettative.
Siamo davvero liberi di scegliere chi diventare? O scegliamo dentro i confini di ciò che è accettabile, di ciò che gli altri si aspettano da noi. Fin da piccoli ci viene detto quale strada è giusta, quali scelte sono sicure, quali sogni sono realizzabili e quali sono solo illusioni.
“Fai un lavoro stabile.” “Sii razionale.” “Non perdere tempo con cose inutili.”
E allora, quante volte siamo davvero chi vogliamo e quante siamo solo la versione di noi stessi che fa meno rumore, che si adatta meglio, che non disturba troppo?
Quindi, possiamo essere chi vogliamo?
Forse no. Forse non possiamo essere chiunque. Ma possiamo essere autentici. Possiamo smettere di rincorrere un ideale imposto dall’esterno e iniziare a chiederci chi siamo davvero. Possiamo smettere di misurare il nostro valore in base a ciò che raggiungiamo e iniziare a definirlo in base a ciò che ci fa sentire vivi.
Possiamo imparare a scegliere, per quanto i confini siano stretti. Possiamo cercare di allargarli, centimetro dopo centimetro, per noi e per chi verrà dopo. Forse il segreto non è diventare chiunque, nemmeno diventare “qualcuno”, ma semplicemente partire dall’essere noi stessi, per diventarlo. Nonostante tutto.



