"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Altruismo sì, ma anche amor proprio

Una riflessione inaspettata nata dalla visione della serie After Life, capace di toccare corde profonde sull’altruismo, l’amor proprio e il peso dell’essere sempre per gli altri. Tra ironia e tenerezza, la voce di Tony risuona come un invito a scegliere se stessi, ogni tanto. Perché essere buoni non deve significare dimenticarsi di sé.

Ho finito ieri sera di vedere una serie tv a cui non avrei dato nemmeno 1 euro: After Life. Non le avrei dato nemmeno un euro perché nell’anteprima della serie era indicato “commedia TV, britannico”, “umorismo inglese”. Non ne sono mai stata amante, tant’è che non ho mai seguito niente del genere. ”Dopo la vita”, continuavo a ripetermi. In un racconto, che sia una serie tv o un film qualsiasi, dal titolo After Life non può non uscirci qualcosa di profondo, seppur con umorismo.

Ho fatto difficoltà all’inizio a seguirla, ma mentre i minuti passavo e la linea rossa in basso a ogni puntata continuava ad arrivare al bordo destro del computer, appuntavo riflessioni, le facevo mie. A volte mi è persino sembrato che i suoi personaggi stessero rispondendo alle domande che mi faccio da giorni, perfettamente in linea con quello che sto vivendo.

Le brave persone si danno da fare per gli altri, ma devono imparare ad amarsi

Tra i tanti punti di riflessione, questo:

La felicità è meravigliosa. È così meravigliosa che non importa se è nostra o no. C’è un vecchio proverbio: “Una società diventa grande quando gli anziani piantano alberi, sapendo che non siederanno mai sotto la loro ombra”. Le brave persone si danno da fare per altri. Non c’è altro. 

A parte la bellezza del proverbio, credo che sia proprio vero. L’altruismo è la più grande forma d’amore esistente: è l’effettivo amore, quello concreto, fatto di gesti e parole gentili. Significa esserci, forse anche a proprio discapito. Sì, perché purtroppo non sempre chi è altruista ha un buon rapporto con se stesso. Paradossalmente, è proprio il contrario. Chi è altruista cerca inconsciamente di migliorarsi e accettarsi attraverso i gesti che compie per gli altri. Lo fa perché è quello che lo fa sentire bene e lo fa senza aspettarsi niente in cambio. Per l’altruista ciò che importa è dare.

Mi sono chiesta se gli altruisti, tra le quattro mura della propria stanza, la sera, stanno bene

Sono certa che queste persone stiano bene a fine giornata, perché ripensando a quello che hanno fatto per gli altri sorrideranno: spunteranno sorrisi per una semplice battuta, per una confidenza fatta, per aver ascoltato, per aver aiutato qualcuno ad attraversare la strada, ma anche semplicemente per uno sguardo, una carezza, una parola. Ma gli altruisti, a fine giornata, si sentono amati? C’è questa sciocca convinzione che amare forte, dare tanto anche senza mai aspettarsi niente in cambio, possa in qualche modo colmare vuoti. Sbagliato. Il primo a doversi riempire sei tu.

Tony spiega l’amor proprio

Non devi caricarti i problemi del mondo intero sulle spalle, cercando sempre di compiacere le persone. Ogni tanto mandale a fanculo, staranno bene lo stesso.

Nella penultima puntata dell’ultima stagione il protagonista Tony (Ricky Gervais) dice queste parole a suo cognato Matt (Tom Basden) ricoverato in ospedale per un malore dopo una partita a squash. Agli occhi di tutti (e anche di chi guarda la serie) Matt è il classico uomo per bene, salutista, ma anche quello che non si espone, non rischia e sembra anche aver paura di qualsiasi cosa. Tony è il suo opposto e spiega a Matt, dopo averlo preso in giro per bene, che è lo stress che lo ha portato a sentirsi male, non sicuramente lo sforzo fisico. Secondo Tony, tenersi tutto dentro, senza mai arrabbiarsi, senza mai esporsi, senza mai dire la propria, è deleterio: se non esplodi, insomma, implodi.

Ecco, questa frase mi è entrata in testa e non si riesce a togliere dalla testa. Continuo a fare le mie cose, continuo a dire parole gentili, compiere azioni gentili, non perché mi senta in dovere, perché io sono così, mi sento di dirle, mi sento di farle, mi sento di esserci per gli altri. Davvero, esserci. Ma non nego che a volte quel peso sulle spalle di cui parlava Tony in quella penultima puntata lo sento ed è il motivo per il quale mi vien voglia di prendere il primo aereo per la prima meta possibile. Poi però penso a quanto ”andar via” non è mai la soluzione: bisogna prendere le cose di petto, mandare a quel paese, non lasciarsi sempre tangere dalle cose, senza lasciarsi attraversare, non lasciarsi contagiare, non lasciare che quelle contagino il nostro umore.

Abbi cura di te

Non è menefreghismo, è amor proprio.

Allontanati se devi, resta in silenzio per tutto il tempo che vuoi. Prenditi pause, rifletti, ripensa, stai con te stesso. Leggiti, ascoltati, rileggiti e, se ne hai necessità, riscriviti.

Prendersi cura di se stessi non è fregarsene degli altri, ma aver un po’ di amor proprio. E se non sei tu a farlo per prima, non lo faranno nemmeno gli altri.

Se ti va, condividi il mio articolo:

Altri articoli