"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

La bellezza collaterale è nelle persone

Ispirata dal film Collateral Beauty, questo articolo è una riflessione sulla bellezza nascosta nelle piccole cose e nelle persone autentiche. Non è nelle cose, ma in come le guardiamo, nel modo in cui ci lasciamo attraversare. Perché riconoscere la bellezza collaterale significa scegliere di credere ancora nell’umanità.

C’è un film bellissimo e molto famoso di David Frankel, Collateral Beauty, in cui a interpretare il protagonista è uno straordinario, che che se ne dica, Will Smith. Questo film è il riassunto perfetto di ciò che penso della vita, dell’Amore, del Tempo e anche della Morte. Mi ha fatto piangere, sorridere e riflettere e mi ha fatto aprire gli occhi sulla bellezza.

Collaterale perché lei è ovunque, nelle cose del mondo, intorno a noi.

La bellezza è nelle piccole cose

Il concetto di bellezza collaterale mi è tornato alla mente questa mattina, quando sono uscita per i miei soliti chilometri alle prime luci del giorno e del weekend. Sia tra le strade in città, tra i marciapiedi, i palazzi e i panni stesi ad asciugare, sia nel verde, tra gli alberi e le foglie mosse da un vento stranamente ancora caldo a ottobre, ho cercato con tutta me stessa di respirare appieno quel momento, lontano dalla vita di tutti i giorni, dagli schermi e dalle luci blu che in continuazione attraversano i miei occhi tutti i giorni. Ho riempito gli occhi di una luce diversa, questa mattina, una bella luce che ha saputo raccontarmi le cose che solitamente vedo senza guardare e le ho guardate in un altro modo, ancora una volta.

Guardare, non vedere

Nelle cose del mondo ci ho sempre visto qualcosa di più di ciò che in realtà sono. Ad esempio, i su citati panni stesi ad asciugare non sono stati tirati in ballo a caso. Immagino la vita delle persone da quelli, mentre cammino per la mia città o quando dal finestrino della macchina li riesco a scorgere da qualche appartamento. Qualche settimana fa, mi trovavo in una città vicino alla mia, ero in macchina e in una piccola zona residenziale ho visto stese divise militari. La mia mente è volata a una scena e allora ho guardato: c’erano due genitori che riabbracciano un figlio o una figlia che sia dopo tanto tempo. Sì, mi sono commossa guardando dei panni stesi ad asciugare.

Ecco quindi la seconda riflessione, dalla quale poi è nato un post che ho condiviso sul mio blog su instagram: questa bellezza collaterale, in realtà, non è nelle cose, ma nelle persone.

Madeleine in Collateral Beauty dice

La cosa importante è cogliere la bellezza collaterale che è il legame profondo con tutte le cose.

Io penso che quella sia in tutti noi, potenzialmente. C’è chi riesce a cogliere dalle cose del mondo la bellezza pulita, pura, quella senza macchie, quella non deturpata dall’uomo e dalla malvagità, quella intatta, infrangibile. Poi ognuno riesce a farla propria a suo modo e quella bellezza collaterale che viene colta, secondo me, cambia la vita.

Riuscire a cogliere la bellezza collaterale ti cambia la vita

A me l’ha cambiata. Mi ha resa più profonda, capace di riuscire ancora a stupirmi delle piccole cose, a emozionarmi quando, alzando la testa verso il cielo, mi immergo, proprio come accade nell’acqua, in un mare di stelle, nella Via Lattea. Mi esplode il cuore e mi rendo conto di quanto piccole possono essere le paure, i problemi e le preoccupazioni che abbiamo davanti a quanto di perfetto c’è intorno a noi. Quando riusciamo a capirlo, il cuore si alleggerisce. I pensieri forse no, anzi, forse proprio per questo non lo fanno, perché ci si convince di aver sempre visto tutte le cose in modo sbagliato, spogliate della propria bellezza, di quanto tempo abbiamo perso a non leggere le cose del mondo con la chiave giusta. Credo, però, che la presa di coscienza di quanto appena detto sia già un grosso passo avanti per ognuno di noi.

E allora cosa accade…

Accade che le cose belle del mondo influenzano le persone e le persone come camaleonti la fanno propria e anche loro diventano belle. Belle persone, eh, non persone belle, che è diverso, molto diverso.

Le persone belle si vestono di ciò che fa tendenza, di ciò che piace agli altri per piacere. Le belle persone, invece, di questi “abiti” ne ignorano l’esistenza: non hanno bisogno di vestiti, sono trasparenti.

Le belle persone sono quelle che imparano la bellezza dalle cose del mondo e sono capaci di riprodurre gli atteggiamenti e comportamenti di quella bellezza in gesti, parole e attenzioni. In un niente il vento si fa carezze, pacche sulle spalle, mani che stringono, braccia che abbracciano. In un niente, fiumi e mari si fanno parole, si fanno presenza e attenzioni.

Ed ecco allora che quando penso a quanto brutte, crudeli e maligne possono essere le persone, come purtroppo mi accorgono siano, sfogliando giornali, cambiando canali, ascoltando la radio, riesco comunque a pensare che dall’altro lato, dal lato opposto al buio e alle tenebre, c’è tanta bellezza che può far rumore in un gesto gentile, in una parola che rompe il silenzio.

Ho conosciuto persone che in tutto questo schifoso buio, sanno abbracciare, sanno usare le parole giuste per alleggerire l’animo delle persone turbate, sanno porre attenzione, ascoltare non sentire, guardare non vedere, quelle che sanno dedicarti il proprio tempo, sanno compiere gesti straordinariamente semplici e contemporaneamente semplicemente straordinari.

Tutte queste persone oggi mi fanno ancora credere negli esseri umani, che non tutto è perduto, che abbiamo ancora un’altra possibilità per essere la versione migliore di noi stessi.

Che poi, alla fine, è la nostra bellezza collaterale.

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