"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

“Posso offrirti un caffè?”: il mio romanzo in uscita a novembre!

Un romanzo nato da una ferita e cresciuto con la vita. In Posso offrirti un caffè?, racconto una storia che mi somiglia, fatta di emozioni, amori e riscatto. Un debutto che è liberazione, rinascita e, finalmente, condivisione.

Sottolinei le frasi dei libri? Perché lo fai? Te lo dico io, senza superbia, ma perché sono io la prima a farlo: mi rivedo nei romanzi che leggo. Sento che in quel romanzo, quella parola, quella frase, quel paragrafo e pagina sia stata scritta proprio per me. Come se quello scrittore stesse raccontando la mia vita, i miei pensieri, le mie emozioni e i miei sogni.

Un romanzo nel cassetto: una storia custodita da anni

Scrivo da quando ne ho memoria: mi piacciono le parole più di ogni altra cosa al mondo e proprio per questo, di riflesso, mi piace chi sa usarle. Ho sempre detto questo:

Le parole sanno essere le mani di chi ti spinge dentro un burrone e le stesse che ti calano la corda per salvarti.

Autori e cantautori sanno prendermi il cuore delicatamente usando le parole come mani, mi accarezzano, a volte pugnalano, ma io glielo lascio fare. Lo faccio perché so che le parole sanno anche curare.

È quello che hanno fatto con me, un po’ di anni fa. Era il lontano 2015, quando alla mia domanda silenziosa “come ne esco adesso da questa storia e da questo malessere che non mi fa vivere appieno più nulla?” una folata di vento in una caldissima quanto imprevedibile mattina di novembre mi ha risposto: mi cade la borsa con dentro un quaderno e una penna per gli appunti dell’università. Eccola là la risposta: scrivi, come hai sempre fatto, scrivine una storia.

Ed è per questo che oggi, con questo articolo, finalmente lo dico che uscirà un mio romanzo e che dentro c’è un pezzo della mia vita che ho voluto raccontare per svuotarmi completamente e per lasciare andare.

Com’è nato “Posso offrirti un caffè?”

Ho iniziato a scrivere su un quaderno dell’università di una ragazza intrappolata nei sentimenti. Uno che cura, protegge, fa sentire al sicuro sempre anche quando si è in pericolo, romantico, elegante, una carezza sul viso. L’altro che lacera le carni, trafigge e fa sentire costantemente in pericolo anche nei posti più sicuri del mondo, stupido, dipendente, una coltellata in mezzo alle scapole.

La storia di questo mio romanzo è raccontata però in terza persona perché volevo sì raccontarla, volevo sì liberarmene, ma non volevo e non ero pronta a riviverla. Ho costruito personaggi, dato dei nomi che rappresentano persone che davvero hanno accompagnato la mia vita, alcune che ancora ci sono e che oggi mi hanno resa la persona che è qui a scrivervi. Volevo restare distante, senza lasciarmi travolgere completamente da quello che stavo lentamente riuscendo a tirare fuori.

Lo ammetto, è stato un parto, perché scriverlo è stato difficile, molto. Soprattutto quando la cosa era ancora fresca e non riuscivo a respirare al pensiero di dover trascrivere in parole pensieri, situazioni e dialoghi. Li ho iniziati a romanzare, contestualizzandoli altrove da dove sono realmente avvenuti, aggiungendo cose e situazioni nuove.

Per quanto tempo sei rimasto nel cassetto!

Poi accadde una cosa: dimenticai, tornai serena, probabilmente (per non dire sicuramente) anche perché accanto a me è arrivato a sorprendermi l’amore “giusto”. Quando è arrivato, ho chiuso quel romanzo nel cassetto, forse perché ho sempre pensato, come Tenco, che quando si è felici si esce. Con questo, però, non voglio dire che questo romanzo sia triste. Scriverlo mi ha aiutato tantissimo e spero che leggerlo possa aiutare a capire che…

…l’amore non è quello raccontato nei film. Che di amori ce ne sono diversi, che non è vero che si ama davvero una sola volta nella vita, che sarebbe sprecata una vita intera se si dovesse aspettare l’unico vero amore, che esiste l’amore fresco, quello platonico, quello passionale, quello maturo, quello giusto che li racchiude tutti, ma che non è detto che non valga la pena viverli tutti, seppur solo per capire di cosa si ha bisogno.

Com’è cresciuto e cosa è diventato

Può crescere un romanzo concluso? Sì, può farlo. Può farlo perché non so dirvi quante volte l’ho riletto, quante volte ho aperto il file word per cambiarne la formattazione, quante cose ho cancellato, quante riscritte. È cresciuto insieme a me, tant’è che ne ho persino cambiato l’epilogo poco prima di inviare il manoscritto a diverse case editrici.

Alcune di loro non mi hanno mai risposto, altre mi hanno contattata apprezzando molto il mio lavoro e la cosa mi ha resa la donna più felice del mondo. Ho pianto dalla gioia alla prima chiamata. Mi tremavano le gambe, sentivo le lacrime accumularsi in gola che volevano solo scorrere sul viso. Loro però restavano lì ad aspettare che riattaccasi il telefono.

Alla fine, ho poi scelto Affiori, una casa editrice indipendente romana, marchio Giulio Perrone Editore, creata per sostenere e dare risalto ad autrici e autori esordienti ed emergenti. Già dal nome, Affiori, ha rubato per sempre il mio respiro interrotto e difficile da prendere appieno facendolo per l’appunto fiorire in un sospiro di gioia e gratitudine.

Finalmente, dopo tanto, a novembre verrà pubblicato (e potrete acquistarlo, se volete – ne sarei felicissima!) e inizierò le prime presentazioni. Non vedo l’ora!

La sinossi

Ines è una ragazza pugliese, acqua e sapone, dall’anima semplice e i pensieri complessi. Si trasferisce nella città eterna per perseguire i propri studi in Lettere moderne, portandosi sempre nel cuore la sua terra e la musica di cui è follemente innamorata.

È empatica come poche persone al mondo, fa a cazzotti con le sue insicurezze, le sue paure e le sue ansie. È innamorata dell’amore, lo idealizza e lo cerca negli occhi prima di Daniel, poi di Emanuele. In Daniel, scopre l’amore romantico e la dolcezza delle piccole cose, in Emanuele l’amore malato e tormentato, quello che strappa i capelli, quello che De André in una canzone credeva “finito ormai”. Daniel era sicurezza e protezione: punti, punti e virgola e punti esclamativi. Emanuele era un ingranaggio rotto, magnetico e tormentato: punti di sospensione, virgole e punti interrogativi.

Vive in bilico fra le due storie, condividendo tutto con con Sofia e Chiara: la vita che vive, quella che spera si realizzi presto e quella che sogna, tra gli esami dell’università, gli orizzonti puntati al confine tra il cielo e il mare quando scende giù in Puglia e le risposte che le dà il cielo quando corre tra i vicoli, le strade e sui ponti di Roma.

In bilico tra cambiamenti e scelte, come un funambolo sulla corda, Ines impara durante gli anni di università ad accettare i cambiamenti e a scegliersi. Dopo Daniel ed Emanuele capisce che l’amore non si cerca né si aspetta, ma che capita e basta, che non è né quello che strappa i capelli né quello romantico, ma l’amore giusto, quello che sa stare nel mezzo, che colma i bisogni e alleggerisce il cuore. Laureata, realizzata e libera, anche se incompleta, impara a bastarsi e che la più grande forma d’amore è quella per se stessi: senza amor proprio, amare qualcun altro è impossibile.

Stay tuned!

Prossimamente, data di uscita precisa e news.

Vi abbraccio virtualmente con le mie parole, come fossero braccia.

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