Oggi pomeriggio, mi sono risvegliata da un sonno poco profondo, ma ero convinta di aver dormito di più. Credo sia il caldo a frastornarmi così tanto. Guardo l’orario, avrò dormito poco meno di un’ora. La prima riflessione che ho avuto è stata “avrò bisogno di ferie per riprendermi dalle ferie”. Sarebbe tutto più facile se almeno in questi giorni non mi svegliassi all’alba.
Eppure, non riesco proprio a farne a meno. Nonostante le serate più lunghe, i chilometri a piedi tra struscio e un bicchiere in più in compagnia, nonostante nelle ultime sere la carrozza è diventata una zucca più volte, non riesco a non svegliarmi presto. E l’alba entra sempre nella mia stanza, fin dalle prime luci.
Se il tramonto è una gomma da cancellare, l’alba è una matita
L’ho sempre vista un po’ così: quando la giornata finisce, il tramonto è pronto a cancellare frustrazioni, ansie e preoccupazioni, la notte a ritrovare l’equilibrio e l’alba, eccola lì, pronta a scrivere qualcosa di nuovo. A ogni alba, una nuova luce, un nuovo inizio, perché per ogni alba ci dà una nuova opportunità di essere la versione migliore di noi stessi.
Alzarsi presto la mattina non è solo metodica e produttività, è anche ritrovarsi.
La luce dell’alba
La vedo filtrare tra i buchini della tapparella e creare disegni tra le parete e i mobili della mia stanza. Penso a quanto sia curioso che la luce riesca a giocare così bene con le ombre. Siamo abituati a indicare le cose buone e giuste con la luce, quelle tetre e angoscianti con le ombre. E invece quelle, stanno lì a giocare, incastrarsi, quasi a far l’amore. È un momento magico, quel confine sottile tra la notte e il giorno: qualcosa sta per iniziare, è in attesa di essere novità. Non è come quel confine sottile tra giorno e notte, perché quello sta per finire, sai già cosa ti aspetterà.
Ah, che bella l’alba, quando colora le mura dei palazzi con la sua luce tiepida, quando il cielo è una tela azzurro tenue e le nuvole sono rosa come nei migliori cartoni animati di un tempo. Dell’alba, poi, mi piace il cinguettio, quando a svegliarmi insieme a me ci sono piccoli uccelli in festa: a ogni cinguettio che ascolto, un respiro profondo e la mattina quel quadro davanti ai miei occhi dà un nuovo significato al mio giorno e forse mi fa sperare un po’ di più.
E poi quella luce è silenziosa. Se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare negli anni e ancora di più nell’ultimo periodo della mia vita, quello è il silenzio. Quante risposte sa dare il silenzio dell’alba: nessuna distrazione, la mente non è ancora capace di formulare un pensiero ben preciso, solo tanti spunti che metterai in ordine durante la giornata. All’alba, in quel silenzio, ci sei solo tu che ti connetti con te stesso, trovi il tuo equilibrio, mediti e trovi la sintonia di cui hai bisogno per affrontare la giornata.
Un nuovo inizio
L’ho detto prima: ogni alba, una nuova opportunità di essere la versione migliore di se stessi. È per questo che tendo a stare in silenzio al mattino, di poche parole, poco affettuosa se non con me stessa. È che in quel momento, all’alba, sto mettendo in ordine le cose dentro di me, confuse e in subbuglio. Come il sole, sto sorgendo di nuovo su un nuovo giorno. Imparo da lui a metterci dentro tutta la buona volontà, tutte le mie competenze e capacità: voglio essere forte come lui, voglio splendere come lui, nonostante tutto. Ecco, i “nonostante tutto” spariscono a ogni alba, perché a ogni alba mi dò una possibilità in più e la dò anche al giorno che è appena arrivato di essere migliore di quello precedente. Ecco perché sto in silenzio, ecco perché allontano i pensieri, i miei e quelli degli altri.
L’alba è rassicurante
Lo è davvero perché da il tempo come fa il metrometro per aiutare i musicisti a suonare correttamente, “andando a tempo”. L’alba custodisce tutti i bpm della giornata: stimola, programma, rassicura, crea una routine. È autentica, coraggiosa e serena. È rassicurante, perché c’è quando ancora tu non ti vedi, ma lei sa che anche tu sei sorta su di lei, anche tu stai dando significato a lei, come lei lo sta facendo con te.
Mi sveglio presto, mi cambio, mi alleno, mi lavo… poi rallento
Poca importa quindi se torno all’una o le due di notte che siano in queste sere d’estate che sembravano non arrivassero più e invece stanno già lì per finire. Io alla mattina presto non rinuncio: non rinuncio alla luce che sfuma, ai colori che cambiano pantone rispetto a come siamo abituati a vederli, alla pace che provo nel cuore nel sentire cantare gli uccellini la mattina e la gratitudine che sento nei polmoni e nei miei respiri profondi quando bevo il primo caffè della giornata mentre il sole è lì pronto a fare il suo compito anche oggi, anche a quest’ora. Poi rallento, lo giuro, se ne sento l’esigenza, ma…
Se è il sole a sorgere su un nuovo giorno, lui che è una stella nell’universo, senza volontà alcuna, senza arbitrio, io, che non sono una stella, ma una piccolissima minuscola insignificante parte di universo, con volontà e arbitrio, non ho scuse per non farlo. Mi alzo e sorgo anche io, come il sole, su un nuovo giorno.



