Qui da noi, a Lucera, la maggior parte delle persone non ha la benché minima intenzione di spostarsi durante la settimana di ferragosto. Niente visite fuori porta, qualcuno va al mare, ma la maggior parte, non vuole rinunciare a vivere la città vestita a festa, tra le luminarie, i concerti e i cortei. Tradizioni, il nostro DNA, i tamburi che suonano, le bandiere che volano a sfiorare il cielo.
Lo dico pensando alla mia città, alle sue feste d’agosto tanto sentite, ma il concetto è più ampio.
Tradizioni: al di là dell’appartenenza geografica
Non è solo una questione di appartenenza geografica, ma un atto d’amore verso la propria storia, la propria cultura, le proprie radici. Questo legame non è solo nelle feste, quindi. Io lo percepisco tra le strade al mattino, tra chi inizia a lavorare presto al mattino, i profumi del pane che solo a casa propria è pane davvero, quello del caffè, la radio sintonizzata proprio sullo stesso canale da sempre. Le abitudini si tramandano di generazione in generazione e si fanno tradizioni: mi sembra respirino e mutino insieme a noi, insieme alla comunità che cresce, cambia, si rinnova.
Dentro le tradizioni, mentre tutto scorre, percepisco l’importanza di fermarsi, di ascoltare, di vivere sì il presente, ma con un occhio al passato, per costruire un futuro che non dimentichi mai da dove è partito.
Dialetti, paesaggi e memoria
Ogni ogni angolo di questa mia terra, come di qualsiasi altra terra propria, vengono custodite silenziosamente le memorie della città. Passi compiuti, sguardi all’orizzonte, parole e dialetto che si fanno identità, di gambe, occhi e bocche più o meno importanti, che hanno scritto o meno parte della nostra storia.
Ogni sentiero, ogni campo coltivato racconta una storia, quella di generazioni che hanno lavorato la terra con fatica e dedizione. Qui, il paesaggio diventa un libro aperto, dove ogni stagione scrive un nuovo capitolo. In primavera, i campi si tingono di verde e l’odore della terra umida si mescola al canto degli uccelli. In estate, il grano dorato ondeggia sotto il sole, mentre l’autunno porta con sé il profumo delle olive appena raccolte. Camminare per queste colline significa ritrovare un pezzo di sé, riscoprendo un legame con la natura che troppo spesso, nella frenesia della vita che scorre veloce, tendiamo a dimenticare.
Nelle tradizioni, il passato e il presente si intrecciano in un abbraccio senza tempo
Ogni pietra, ogni vicolo e ogni volto raccontano una storia, fatta di tradizioni che resistono al passare degli anni, come radici profonde che nutrono l’anima della città. Dovremmo ri-imparare a sentire e vivere le tradizioni, a rallentare, a riscoprire la bellezza del vivere autentico, in armonia con la propria terra e con le proprie radici.
Ecco perché tradizioni e legami con la propria terra non è solo appartenenza geografica: è sentimento, è poesia vivente che si svela a chi sa ascoltare, a chi sceglie di vivere in sintonia con i ritmi lenti e rassicuranti della tradizione.
E così, mentre scrivo questo articolo, le luci della sera iniziano a illuminare le strade di questa città, sento il legame con la mia terra rafforzarsi, mi lavo, mi vesto e scendo a vivere la mia città intrisa di tradizioni.



