"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Incontrarsi dentro a un caffè come dentro a un romanzo

Un caffè come pretesto per raccontare incontri, emozioni, pause e rinascite. In questo articolo racconto come è nato il mio romanzo e cosa significa per me, tra ricordi, silenzi e attese. Una lettura per chi ama ritrovarsi nelle piccole cose che sanno di casa.

Il caffè è una scusa per dire a qualcuno che gli vuoi bene.

Luciano De Crescenzio

Infatti, sta tutto lì, dentro a un semplice gesto, come una tazza di caffè fumante tra le mani, l’aroma che si diffonde nell’aria e il calore che avvolge, riscalda e rigenera non solo il corpo, ma anche l’anima. È proprio da un momento così, nella sua semplicità e profondità, che ha preso vita il mio romanzo, “Posso Offrirti un Caffè?”.

Nel caffè, un viaggio tra parole ed emozioni

Caffè, occhi chiusi, respiri profondi, giornate uggiose e gocce di pioggia che scendono rapide sui vetri delle finestre, quasi fossero in gara tra loro. Vorrei dire che ero seduta al tavolino di un bar, in una mattina di novembre. Vorrei dire che fuori l’aria era fresca, le foglie cadevano leggere e che tra le mani stringevo una tazza di caffè caldo. Ma non è così che ho trovato l’ispirazione per raccontare una storia. Da novembre ci si aspetta che chiodi, pantaloni pesanti e capellini felpati. Non quel novembre, non il mio novembre. Nel giardino dell’università, il vento soffiava caldo, i capelli erano tutti tirati su in una coda alta, gli occhiali da sole sul naso e al posto del caffè reggevo una bottiglia d’acqua quasi finita. Ricordo ancor i pantaloni estivi attaccati contemporaneamente sia ai miei glutei che alla panchina sulla quale sedevo. È nato tutto lì, mentre ricordavo tra sorrisi e malinconia da curare quel caffè che mi ha cambiato la vita.

L’essenza

Con “Posso Offrirti un Caffè?”, ho cercato di reimmergermi, immergermi e far immergere chi legge in un mare di cose realmente vissute e di emozioni realmente provate. Parola dopo parola, frase dopo frase, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. È così che vorrei che ognuna delle persone che lo leggerà scoprisse frammenti di se stesso nei protagonisti, nei loro pensieri, nei loro silenzi. Questi caffè non sono solo scuse, non sono solo pause dal quotidiano. Sono un viaggio tra amori, sogni e quelle connessioni sottili e invisibili che ci legano gli uni agli altri.

Il calore

Attraverso il mio romanzo, ho voluto ricordare anche l’importanza di rallentare e riscoprirsi, darsi pace, di prendersi il proprio tempo, un timeout. “Posso offrirti un caffè?” è quindi anche metafora di quei momenti di pausa attorno a una tazza di caffè che rimandiamo sempre, perché troppo impegnati a vivere con voracità e fretta tutto.

Il profumo

Casa, famiglia, amici, condivisione, sicurezza, cura. Nel caffè ci ho sempre visto questo e ho cercato di trasmettere proprio questo in ogni pagina di “Posso Offrirti un Caffè?”. Per me, rileggerlo quell’ultima volta prima della pubblicazione è stato come un ritorno a casa dopo un lungo viaggio, un ritrovare tutto ciò che è stato caro e prezioso, custodito nel profondo dei miei ricordi.

Quanti caffè abbiamo preso tra novembre 2015 e novembre 2024?

Ci riflettevo stamattina: novembre è un mese che si ripresenta più e più volte nella mia vita. In quel novembre 2015 ho iniziato a scrivere il mio romanzo, interrotto, ripreso, interrotto e ripreso e ancora e ancora, ho perso il conto delle volte. Custodito in un cassetto, ripreso e poi continuato, riletto un’infinità di volte, modificato, persino cambiato il finale fino all’ultimo secondo della scadenza che mi ero data. Inviato, accettato, pubblicato. Che cosa strana, di nuovo a novembre.

Ebbene, se stai cercando una lettura in cui ritrovarti, che ti faccia compagnia nelle serate invernali (che mi auguro arrivino davvero! 🙁 ) che ti faccia riflettere e sorridere, ti invito a immergerti in “Posso Offrirti un Caffè?”. Prenditi il tempo di assaporare ogni pagina, proprio come faresti con una tazza di caffè appena preparato. Perché, in fondo, ogni tazza di caffè ha una storia da raccontare.

“Posso Offrirti un Caffè?” è un libro che mi ha aiutato e spero aiuterà a capire che l’amore non è quello raccontato nei film, che di amori ce ne sono diversi, che non è vero che si ama davvero una sola volta nella vita, che sarebbe sprecata una vita intera se si dovesse aspettare l’unico vero amore, che esiste l’amore fresco, quello platonico, quello passionale, quello maturo, quello giusto che li racchiude tutti, ma che non è detto che non valga la pena viverli tutti, seppur solo per capire di cosa si ha bisogno.

Se ti va, condividi il mio articolo:

Altri articoli