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Sanremo 2024: le parole più belle

Sanremo 2024 è stato un intreccio di emozioni, parole e musica capaci di curare e ferire. Un viaggio tra testi che colpiscono, artisti che parlano al cuore e interventi come quello di Allevi che lasciano senza fiato. Un’edizione che ha fatto risuonare dentro qualcosa di profondo e vero.

Parole, note, fiori: quanta bellezza sei stato Sanremo!

Durante la settimana sanremese, qualcuno mi ha chiesto se mi piace la musica e che effetto ha sulle mie giornate. Ho risposto come rispondo sempre: la musica come le parole sono fondamentali nella mia vita, entrambe sono uno strumento potentissimo attraverso le quali raccontarsi. Sono un’arma a doppio taglio, però: possono curare l’anima o dilaniarla, perché la musica e le parole sono cura e malattia.

Sanremo 2024: canzone preferita?

Alla domanda, “qual è la canzone che ti piace di più?” non ho saputo rispondere subito. Ero al primo ascolto delle canzoni, ancora non ne avevo letto i testi, quindi mi sono fermata a quello che avevo solo sentito, senza aver ascoltato davvero. Ho risposto che nessuna è riuscita a prendermi. Per nessuna canzone ho sentito il respiro mancarmi, le orecchie tapparsi come quando entri in una galleria. Per nessuna ho sentito un mancamento che presupponeva l’instabilità che la bella musica e le belle parole sanno donarti, togliendoti la terra da sotto ai piedi.

A freddo, ho riascoltato le canzoni di Sanremo in poco meno di sei chilometri di camminata mattutina sotto a un cielo dalle sfumature particolarmente rosse nelle prime ore del mattino. Ho dato la mia attenzione principalmente alle parole. Mi sono accorta che di testi belli in realtà ce ne erano eccome e che in quelli che non mi somigliavano per niente erano comunque scritte piccole frasi da custodire.

Perché le canzoni ci somigliano e quando ce ne accorgiamo allora ci scatta qualcosa dentro. Che poi alla fine è quella stessa cosa che ci fa pensare che quella canzone sia stata scritta proprio per noi. Il pensiero che sia stata scritta da un’altra persona, da altri occhi, da altre mani, da altre vite, ci fa fare un altro pensiero: non sono l’unico a vivere questo momento, quindi non sono solo. È questo il potere della musica e delle parole: sa unire, sa avvicinare, sa farci riscoprire fragili e nello stesso tempo forti, sa farci andare avanti, nonostante tutto.

Sanremo 2024: le frasi delle 30 canzoni in gara al festival

E avrei bisogno di una chiave (The Kolors – Un ragazzo una ragazza)

Mi racconterai delle tue ombre
 (Santi Francesi – L’amore in bocca)

Con gli errori commessi ci farò una collezione
 (San Giovanni – Finiscimi)

E non ho mai avuto paura del buio
, ma di svegliarmi con accanto qualcuno (Rose Villain – Click Boom!)

Lo sanno tutti che, il tempo vola via
, neanche te ne accorgi, che giorno siamo oggi
, soffriamo tutti un po’ di mal di mare e nostalgia (Ricchi e Poveri – Ma non tutta la vita)

Soffrire può sembrare un po’ fake
, se curi le tue lacrime ad un rave (Mahmood – Tuta Gold)

E prendo a pugni lo specchio, io non ci riesco a cambiare chi vedo riflesso
 (La Sad – Autodistruttivo)

Solo una stupida canzone per riuscire a riportarti da me
, soltanto un’ultima canzone per riuscire a ricordarmi di te
 (Irama – Tu no)

Maledetto tempo che ti da
 e poi ti porta via (Il Volo – Capolavoro)

Ho dei pensieri che alzano la voce ma vorrei farli stare zitti
 (Il Tre – Fragili)

Per tracciare un confine
 con linee immaginarie bombardate un ospedale
, per un pezzo di terra o per un pezzo di pane
 non c’è mai pace (Ghali – Casa mia)

Lasciarmi cadere nel vuoto per sentirmi vivo
 anche solo per un attimo
, rincorrere ancora quel brivido (Fred de Palma – Il cielo non ci vuole)

E vuoi toccare il fondo, andare a fondo, fino in fondo
 (Diodato – Ti muovi)

Il mare è più bello quando non sta fermo
 e ti fa sentire meno solo meno, meno vuoto (Clara – Diamanti grezzi)

Ho finito le chance 
per chiederti se
 mi porti via da me (Bnkr44 – Governo punk)

Vivo senza soffrire, non c’è croce più grande (Angelina Mango – La noia)

E anche se lentamente cado giù, da un grattacielo, durante il volo piano dopo piano, mi ripeto, fino a qui tutto bene (Alessandra Amoroso – Fino a qui)

Mi han detto aspetta che arrivi il mattino
, dopo prendi tutto e vai, io voglio solo vivere, 
sia piangere che ridere
 (Alfa – Vai!)

Anche se a volte mi nascondo
, non mi sogno di tagliarmi le vene (Annalisa – Sinceramente)

Spalle larghe, la testa sopra ma i sogni ancora più in alto (BigMama – La rabbia non mi basta)

Quando hai meno
, vivi più sereno
, qua abbiamo tutto ma ci manca sentimento
 e non riusciamo più a volerci bene (Dargen D’Amico – Onda alta)

Mi fai sentire il brivido di stare bene (Emma – Apnea)

Sono le quinte di un palcoscenico
, una città, un impero, 
una metà, sono l’intero (Fiorella Mannoia – Mariposa)

Ma domani potremmo anche ridere
 o almeno sorridere (Gazzelle – Tutto qui)

A tutte le cose che ho fatto
, a tutto quello che ho perso, non posso fare nient’altro (Geolier – ‘I p me, tu p te)

Non ho bisogno di chi mi perdona io, faccio da sola, da sola
, e sono pazza di me
, sì perché mi sono odiata abbastanza (Loredana Bertè – Pazza)

E ci saranno le giornate bastarde
, quelle che non ce la fai più
, ma abbracciami, abbracciami che è normale
, stringerti forte è spettacolare (Maninni – Spettacolare)

Io e te fermiamo il mondo quando siamo insieme, anche se dura un secondo come le comete
 (Mr.Rain – Due Altalene)

Tu dici: “Andiamo ovunque, basta sia lontano dalla gente
 e non fa niente, non fa niente, basta saper andare, andare, andare, chi se ne frega dove?!” (Negramaro – Ricominciamo tutto)

Amarsi è semplice
, ma ingovernabile
, indispensabile
, non sai come vorrei farne a meno (Francesco Renga e Nek – Pazzo di te)

Le frasi di Sanremo che mi hanno fatta sentire capita

Una frase per ognuna delle trentesime presentate, ma quelle che mi hanno strappato il cuore sono quelle che ho segnato in grassetto.

Maninni ha praticamente riassunto quest’ultimo periodo della mia vita. Viverlo è difficile, le giornate bastarde si fanno sentire e pesano un bel po’ sull’umore. Mi rendo conto però che c’è tanto di bello al mondo, nella mia vita, anche se fosse solo il cielo sfumato all’alba o al tramonto, sarebbe già un dono spettacolare a cui essere grati. Ringrazio Mannini, per quanto mi ha fatto sentire capita.

Ghali e Dargen D’Amico mi hanno fatto tremare. Ho sentito sulla pelle rincorrersi piccoli brividi che piano dai talloni sono arrivati sulla testa, sulla cute, tra i capelli. Su questo sito, ho già parlato dell’empatia e di quanto può far male essere empatici: vuol dire sentire sulla pelle e nella mente tutto più forte, che sia gioia, che sia dolore, che sia felicità, che sia paura. I loro testi, le loro parole fanno aprire gli occhi, ti fanno sentire (come dico sempre) fortunato anche se stupidamente ti lamenti delle piccolezze, mentre c’è chi combatte per la propria vita sotto le bombe, tipo come lo stanno facendo ora mentre io sto scrivendo forse uno stupido articolo sulla musica e su Sanremo.

Se da un lato queste canzoni dai testi importanti e di spessore mi hanno rapita, dall’altro il testo di Alfa mi fa sperare ancora nei giovani della nuova generazione, mi fa sentire più leggera e più ottimista. L’ultima, quella di Mr. Rain invece mi ricorda che ho accanto delle persone che rendono tutto più semplice, poche sì, ma sulle quali so di poter fare affidamento.

Sanremo 2024: le parole scelte negli interventi dei super ospiti

Tra gli interventi dei super ospiti ho apprezzato Paolo Jannacci e Stefano Massini, quello di Edoardo Leo, ma soprattutto l’intervento che mi ha strappato il cuore, che lo ha lacerato, ricucito e poi rimesso al suo posto, quello del maestro Giovanni Allevi.

Il testo sarebbe da riproporre per intero, ma io voglio chiudere questo articolo con le sue parole, senza aggiungere nulla di più, perché non c’è niente da aggiungere. Cosa vuoi dire più dopo quello che è stato e come è stato detto? Come si può anche solo minimamente pensare di poter arricchire un pensiero così già tanto ricco da sembrare complesso quando in realtà è frutto di purezza e semplicità?

”Ho perso molto, il mio lavoro, ho perso i miei capelli, le mie certezze, ma non la speranza e la voglia di immaginare. Era come se la malattia mi porgesse, assieme al dolore, degli inaspettati doni. […] Perché ogni individuo, ognuno di noi, ognuno di voi, è unico, irripetibile e a suo modo infinito. […] Un altro dono! La gratitudine nei confronti della bellezza del Creato. […] Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più. Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. […] «Ho due vertebre fratturate, e tremore e formicolio alle dita. Nome tecnico: neuropatia. Proprio io che devo suonare il pianoforte. Ma non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima”.

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