"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Sentire tutto: come quando cammini a piedi scalzi

Sentire tutto, fino in fondo, è un atto di coraggio. Questo articolo è un invito a lasciarsi attraversare dalle emozioni, senza filtri né armature, per vivere autenticamente. Perché la vulnerabilità non è debolezza, ma libertà.

Non perché non sentiamo, ma perché sentiamo troppo. È questo a spaventarci davvero: sentire, percepire, lasciarci andare, cedere, mostrarci vulnerabili. È per questo che abbiamo imparato a indossare armature, a volte pesanti, a volte leggere. Ci vestiamo di ironia, di distacco, di silenzio, come se proteggersi significasse vivere meglio. Spoiler: non lo è affatto.

Trattenere le emozioni non ci rende più forti, ci rende solo più soli. Ed è per questo che oggi – in realtà, già da ieri sera mi prudevano le mani dalla voglia di scrivere – voglio dire la mia su questa cosa, su questa paura che abbiamo di vivere tutto col timore di vederlo sfumare come le nuvole di vapore caldo sopra la moca del caffè quando è pronto. Oggi ho deciso di raccontare cosa succede quando invece di difenderci, proviamo a lasciarci andare, lasciandoci attraversare.

Accade quando smettiamo di controllare e iniziamo semplicemente a sentire.

Sentire la pioggia, sentirsi pioggia

Per tanto tempo ho evitato le emozioni come si evita la pioggia senza ombrello: cambiando strada, correndo via, fingendo di non sentirle addosso. Non perché non ci fossero — anzi, c’erano tutte, forti, chiare, rumorose. Ma le tenevo a distanza, come se riconoscerle significasse espormi troppo. Schivavo tutto: la tristezza, la rabbia, persino la gioia. Come se sentire volesse dire perdere il controllo, cedere, essere meno. Era il mio modo per proteggermi. 

Crescendo, ho imparato che non serve a nulla arrabbiarsi perché piove e non hai con te l’ombrello. Ho imparato a fermarmi sotto un balcone o nell’atrio di un negozio. Ad aspettare che spiova o per lo meno che piova di meno, a guardare la pioggia scendere lenta, ad apprezzare che venga giù a lavar via giornate no e perché no, ballarci anche sotto. E a furia di imparare ad apprezzarla, ho imparato anche a sentirmi pioggia, lasciandomi cadere. Perché non c’è nulla di sbagliato a lasciarsi andare un po’.

Ho scelto di non voler sentire più niente a metà

Che si tratti di amore, dolore, entusiasmo o malinconia, sono passata dal vivere tutto a metà a vivere tutto intensamente, completamente. Sto lasciando che tutto mi attraversi, senza paure. Oggi, ogni emozione si fa spazio a modo suo, senza chiedere permesso a me che, per anni, ho pensato fosse un errore.

Che sentire così tanto non è sinonimo di debolezza. Che piangere davanti alla scena di un film, per le pagine di un libro, che perdere la pazienza, arrossire per un complimento, fermarsi per nostalgia, perché non ce la fai più, non è segno di qualcosa che va contenuto. È saper non trattenere. Una forma di libertà, forse la più grande. È sentirsi liberi di sentirsi se stessi. È vivere con il cuore acceso.

Come nella corsa

E perché lo facciamo? Perché “sentire forte” è una debolezza? Vogliamo disumanizzare ciò che ci rende umani: le emozioni. Vogliamo farlo per evitare impicci, inciampi, ostacoli. Lo facciamo per cosa? Per essere più forti? Perché è il distacco, l’efficienza e il controllo che premia oggi, giusto? Quante cazzate.

Non si diventa forti mettendo da parte, minimizzando, sorvolando, scrollandoci di dosso ciò che ci spaventa. Si diventa forti guardando in faccia le cose: dalle malattie alle relazioni che non funzionano più, dal reinventarsi all’accettarsi, al riadattarsi.

La svolta arriva quando impari a riconoscere e accettare le tue fragilità, senza nascondertici dietro, dando loro il giusto peso, il giusto valore, ma anche imparando ad attraversarle, percependo quella bellissima sensazione di sentirsi liberamente e incondizionatamente fragili, senza schermi, senza paure. Perché tu sei le tue fragilità ed è bellissimo così. Ma sei anche quello che diventi quando le accetti e ci convivi.

E poi sì che si impara a correre, eh. Poi sì corre forte davvero, perché gli ostacoli ci sono e li vedi finalmente, ma impari a saltare, eh. Poi sì che le salite le prendi, perché hai fiato in corpo, perché non hai nuvole pesanti di angoscia e paura che aleggiano sui polmoni e ti bloccano il respiro. Poi si corre davvero, a tutto gas, senza freni e senza strategie per arrivare a vincere, perché hai già vinto: stai correndo per te, per sentirti ogni giorno più libero di vivere pienamente.

Senza freni, senza strategia

Quando non devi tenere tutto sotto controllo, quando devi solo svegliarti, apprezzare un giorno di vita in più, la bellezza che hai la fortuna di guardare alzando le tapparelle che porti sugli occhi, vivi tutto di più. Come dicevo prima, senza freni, senza strategie. Proprio come la corsa.

Ti lasci guidare dai passi, dal cuore che pompa, dalla sensazione che provi nelle gambe quando senti di riuscire ad andare più veloce e non te ne frega niente se poi sarai stanco perché vuoi andare più veloce perché vuoi sentire tutto di più, tutto più intenso, tutto più a fondo. Non ti interessa rallentare perché vuoi recuperare fiato, tu vuoi vivere cose che il fiato te lo togliessero. Non ti interessa la tecnica, di come poggiare il piede per non sentire dolore: vale davvero tutto la pena. E nemmeno delle strategie, perché non vuoi nulla di complicato, nessuno schema, nessuna sovrastruttura, vuoi tutto più semplice.

E quindi potresti ritrovarti a vivere emozioni che ti colgono impreparato. Ma tu sarai pronto, anche se arrivano senza bussare. Parlo sia di dolori, perdite, rabbia, paura e nostalgia che di amore, gioia, gratitudine, stupore.

Nella consapevolezza di te stesso, le attraverserai tutte. Ti sentirai fragile e forte, contemporaneamente, perché vorrai provare tutto, perché provando tutto impari, ti scopri, ti riconosci, cresci, guarisci. Vivi e lasci che la vita ti tocchi davvero, magari cambiandoci un po’, ma almeno potrai dire di aver vissuto tutto come e quanto volevi.

Cammina scalzo, senti di più, senti tutto

E io sentire davvero come ti sto raccontando, lo immagino come quando cammini a piedi scalzi sulla sabbia in riva al mare. Ogni granello diventa percezione. Il caldo del sole che la sabbia trattiene, la freschezza dell’acqua che la leviga, le conchiglie appuntite, i frammenti lisci. Nulla è filtrato, nulla è distante: tutto arriva diretto, sulla pelle.

Così accade con le emozioni, quando le viviamo senza difese, quando ci affidiamo al nostro passo nudo, vulnerabile, sincero. Quando siamo più esposti, sì. Più delicati. Ma anche infinitamente più vivi.

E dici tutto quello che vuoi, provi tutto, senza paure

C’è qualcosa di profondamente rivoluzionario nel decidere di sentire tutto appieno, anche dopo le delusioni, le ferite, i silenzi ricevuti. Nell’ostinarsi a restare gentili. Nel concedersi la possibilità di piangere, di emozionarsi, di essere toccati dalle piccole cose.

Serve autenticità, lasciarsi andare, coraggio, non trattenersi. Lasciati attraversare e attraversa tutto quello che vuoi vivere con tutto quello che sei, senza mai rimproverarti.

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