"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Simple Plan – Welcome To My Life

Questa canzone è le prime uscite da sola con le amiche in cui non rispettare l'orario di rientro ti faceva sentire grande.

Vita, quante cose sei. Io so solo che se penso a te mentre ascolto questa canzone dei Simple Plan, penso alle prime uscite con gli amici da sola, senza i genitori, penso agli orari di rientro che non venivano mai rispettati, perché avevamo troppa voglia di vivere e sentirci grandi per fare quello che dicevano loro. Penso al fatto che avevamo voglia decidere noi della nostra vita, che ci sentivamo grandi con un Bacardi in mano, seduti al tavolo di un bar nel parco a parlare delle prime cotte. Penso a una stradina del paese in cui vivo dove ho fumato le prime sigarette, a quel sapore amaro, che, diciamolo, fa proprio schifo, ma che chissà perché ci piaceva così tanto. Forse perché non aveva il sapore della nicotina che brucia, ma della libertà di prendere decisioni, anche se stupide, anche se fanno male. Forse per questo, forse è questo che sentivamo nei polmoni. E vedo anche dare le spalle agli anni della scuola media, la paura di affrontare il Liceo. Forse questa canzone mi fa anche ricordare un po’ di quelle poche ma significative volte in cui mi hanno fatta sentire diversa probabilmente perché non ero proprio quello che gli altri si aspettano da una ragazza di sedici anni. Poi però penso anche alle serate, alle risate, ai pomeriggi a casa della mia amica a ipotizzare le nostre vite, a raccontarci sogni, a cantare, cantare, cantare davanti allo schermo del computer, con il testo che scorreva veloce come i secondi e i minuti di quegli anni che adesso mi mancano terribilmente, perché allora, sì, allora, io sapevo bene che vita avrei voluto, dove sarei voluta essere. Sento questa canzone e ho voglia di riscatto verso la me di un tempo, vorrei mostrarle che anche se non sono quello che sarei voluta essere, quello che sarei voluta diventare, beh ecco, ci sono tante cose che ho fatto, di cui sono stata fiera e soddisfatta. Vorrei dirle che nella vita è meglio non fare programmi, perché tanto lei è stronza e ti scombussola tutto, fa come vuole. Vorrei dirle che non sempre si diventa ciò che si desidera essere, che non sono diventata una veterinaria e nemmeno un’archeologa, nemmeno una giornalista. Ma sono contenta di essere come sono, in tutte le mie imperfezioni e insicurezze. Lo so che non è proprio quello che ti aspettavi, piccola Desy, ma ti assicuro che ho ancora un po’ di tempo per realizzare alcuni dei tuoi desideri. Intanto, piccola Desy, benvenuta nella tua vita, oggi.

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