"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Lasciare andare e perdonarsi

Un invito sincero a chiedere aiuto, lasciar andare il peso e rinascere con leggerezza. Tra buio e luce, errori e consapevolezze, questo è un racconto di svolta e risalita. Perché non c’è niente di più coraggioso che imparare ad arrendersi… e poi ripartire.

Ho concluso l’anno passato con un macigno sul cuore che pesava talmente tanto, da curvarmi la schiena, da chiudermi le spalle e i pensieri, da rabbuiarmi la mente e farmi smettere di sorridere. A volte lo facevo, ma solo perché tiravo su una maschera sorridente celando il più triste dei volti.

Ferma, incapace di compiere passi, senza fiato, ho visto il buio farsi sempre più buio, sempre più pesto. Ho smesso di credere a tutto, al futuro, alle possibilità e alle opportunità. Ho allontanato ogni giorno sempre di un giorno in più l’idea di compiere quel passo importante che si fa quando capisci che non stai bene, quando capisci che per uscirne hai bisogno di qualcuno che porti luce nel tuo buio.

Chiedi aiuto

Non è vero che tutto dipende da te, che ce la devi fare solo con le tue forze. Non essere orgoglioso, non essere superbo. Anche se non sembra, fuori dal buio, ci sono tante mani pronte ad allungarsi per te e a tornare in mezzo alla luce.

Io non le vedevo fino a quando non è arrivato quel momento necessario per svoltare strada, recuperare la forza, smettere di scendere e puntura gli occhi verso la salita, verso la cima: il momento in cui capisci e ammetti a te stesso che non stai bene e che hai bisogno di aiuto.

Non è vero che parlare non serve: parlare serve eccome! Fallo con chi vuoi, fallo con i tuoi genitori, fallo con i tuoi amici più cari, con la persona che ami, sfogati e poi lascia andare. Lascia andare e poi allontanati tu da quel dolore, dal malessere, dalle paure e dall’ansia. Se non basta, chiedi aiuto a chi ha fatto dell’aiutare il prossimo a stare meglio un lavoro: segui un percorso con uno psicologo.

Basta rimuginare! Lascia andare

Ho voluto raccogliere il significato profondo della Pasqua, non per forza nel suo significato religioso, quanto piuttosto etimologico: “passare oltre”.

Sapersi fermare, spezzare, separare. Saper interrompere per poi imparare a superare. Non avere paura dell'”oltre”. Saltare l’ostacolo, attraversare difficoltà, cucire gli intoppi, valicare barriere e sbarramenti, smetterla di frenare e sorpassare.

Fare, fare davvero, incalzare, prendere velocità e accelerare. Andare. Andare oltre, con le montagne del passato alle spalle e spiagge dorate infinite di futuro da percorrere fino a bagnarsi di speranza, determinazione, risolutezza, volontà. Nuotare nei desideri, nei sogni, nelle scelte, fino all’orizzonte.

E superarlo e accorgersi che ogni orizzonte non è mai tale, ma sempre la genesi di un altro viaggio verso un altro orizzonte. E così per sempre. Andando oltre. Basta rimuginare, riparti da qui, riparti da ora.

Esci a prenderti i tramonti

Ho iniziato un percorso, mi sono impegnata, all’inizio faticando, ma poi tutto è diventato più semplice. Vederla in un determinato modo, prendere la vita con positività, accettare ciò che ci capita, qualsiasi cosa ci capiti, non era più un obiettivo, veniva e viene naturale.

Mi sono concentrata a vivere il momento, senza pesi sul cuore, fare cose che non ho mai fatto, alcune pensandoci un po’ di più, altre senza pensarci affatto.

Ho iniziato un serio detox dagli schermi: lavora, senti gli amici, parla con il tuo ragazzo, ma poi esci. Non lo facevo affatto prima, complice il mal tempo, ma non mi sento di dare la colpa solo a lui. La colpa è la mia che ho fatto passare il mio tempo, quello che sono consapevole non tornerà indietro, davanti allo schermo del computer, dopo il lavoro, con lo studio sì certo, ed è ok, ma dopo lo studio, navigando online, guardando serie tv, maratone di film, ricerche inutili, quando è più semplice andare a cercare le risposte che ognuno di noi cerca in mezzo alla natura e alla gente che domandandolo a Google.

L’ho capito tardi, ma l’ho capito. E sono uscita a prendermi i tramonti. Uscire, guardare il cielo, stare con me stessa, ascoltare il vento, guardare l’orizzonte: tutto questo mi ha aiutato tantissimo. Leggere libri, ascoltare le storie delle persone, apprezzare il silenzio tutto intorno: ancora, tutto questo mi ha aiutata tantissimo.

Perdonati

Quanto ho appena detto non vuol dire che bisogna essere sempre positivi, perché le incertezze e i momenti no vanno accettati. Essere positivi non significa che bisogna essere felici tutto il tempo: significa che nonostante ciò che stai attraversando, sai che arriveranno giorni migliori.

È impegnativo cambiare il proprio modo di pensare e vedere il mondo e le cose che ti accadono da un’altra prospettiva, ma positività porta positività, ciò che è sulla tua strada troverà il modo di raggiungerti e puoi scegliere di andargli incontro. È vero che non basta volerlo, ma con il cuore leggero e senza paure è tutto più semplice. Accettati, non fingere, prenditi il tuo tempo, guarda avanti e perdonati.

Accetta i tuoi momenti no, quelli in cui devi solo sentirti libero di essere giù di corda, di non essere perfetto e di non poter controllare tutto, fermati e sfogati.

Ecco, normalizzare il fatto che non è possibile essere sempre e costantemente di buon umore è il primo passo per accettare ciò che ti accade, per non rimuginare e per perdonare, ma soprattutto per accettarti per come sei, persone splendida, e perdonare te stesso.

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