"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Paura del cambiamento: quando ottobre ti invita a lasciar andare

Ottobre è il mese in cui tutto cambia: il tempo, i ritmi, i pensieri. Un passaggio che fa paura, ma che ci invita a fidarci del movimento e ad accogliere ciò che arriva, anche se diverso da come l’avevamo immaginato.

Ho sempre pensato a ottobre come il mese del cambiamento che non aspetta, perché arriva sempre così: senza chiedere permesso.

Forse perché per me settembre è il mese delle buone intenzioni, delle ripartenze, delle promesse nuove. Ma ottobre cambia le regole, cambia l’aria, cambia dentro. È il mese che trasforma, che chiude e apre, che ti mette davanti al cambiamento anche quando non ti senti pronta.

È il mese in cui inizi a mettere via l’estate, anche se fuori fa ancora caldo. Le foglie cadono prima che tu riesca a salutarle e nel mentre, qualcosa dentro di te inizia a muoversi, a cedere, a resistere meno.

Perché il cambiamento fa così paura

Fa bene cambiare, sì, sicuramente, perché cambiamento è confrontarsi, crescere, vuol dire energia nuova, ma molto spesso il cambiamento fa paura, anche se il cambiamento riguarda ciò che desideri, ciò che scegli.

Perché cambiare significa perdere l’equilibrio per ritrovarne uno nuovo, lasciare ciò che conosci, accettare che non tutto tornerà come prima, e che magari… va bene così. Ottobre è il mese che non ti stravolge, ma ti sfida, quello che ti fa sentire che è tempo di fare spazio, che qualcosa è già diverso, anche se non sai ancora cosa.

Il cambiamento interiore e il tempo dell’attesa

Ottobre è il mese dei “quasi”: quasi freddo, quasi inverno, quasi fine, ma anche quasi inizio, forse. È quel momento sospeso in cui non sei più dove eri, ma non sei ancora dove stai andando. È lì che sta accadendo il cambiamento più profondo: quello interiore, quello invisibile, quello che richiede coraggio silenzioso.

Mentre ne scrivo penso alla sua instabilità, ma è anche potenza. È forse il momento in cui lasci andare il superfluo, le abitudini che non ti somigliano più, i pensieri che pesano. È lì che cominci (o ricominci), senza accorgertene davvero.

Ottobre e il coraggio di cambiare, anche con paura

La verità è che non ci si sente mai davvero pronti. Per cambiare lavoro, città, idea, per chiudere una relazione, per cominciarne una nuova. Ma ottobre, con il suo cielo, quello dai colori diversi al mattino e alla sera, quello pieno di nuvole, diverse, quello che si spegne prima, mi sta dicendo che va bene anche così, che posso avere paura e farlo lo stesso. Che posso cambiare anche se un po’ tremo. D’altronde, l’ho già fatto così tante volte, l’ho già imparato da marzo lasciando andare sentendo che qualcosa mancava e da maggio, iniziando qualcosa di nuovo che credevo avesse i contorni sfocati e che si sono rivelati poi più definiti di quanto credessi. Così anche lui, ottobre, che non è qui per costringermi. È qui a dirmi che a volte basta provarci.

Abbracciare il cambiamento, un passo alla volta

Ecco allora che ottobre è un po’ un passaggio necessario. Non chiede di stravolgere tutto, ma di guardarsi dentro con onestà. Di capire dove si vuole andare, anche se non si sa ancora come, che magari resta tutto come prima o cambia totalmente, ma nel frattempo capisci che cambiare non significa perdere, ma dare un nome nuovo a quello che sei diventata.

Magari, lo chiamerò novembre, dicembre o forse ancora “l’anno che verrà”. Ogni cosa a suo tempo.

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