"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

“L’arte della vittoria” di Knight tra coraggio e possibilità {libri}

Una recensione intensa e personale dell’autobiografia di Phil Knight, fondatore della Nike, che parla più di sogni e tentativi che di successo. Un libro sull’inizio, non sulla fine. Un invito a provarci, anche quando tremano le gambe.

C’è una cosa che mi succede ogni volta che finisco un libro che mi ha lasciato qualcosa: vorrei che durasse ancora un po’. Magari anche solo un altro capitolo. Anche solo una pagina. Ma non per conoscere la fine, piuttosto per restare ancora qualche secondo lì, immersa in quella voce che mi ha tenuto compagnia, scosso, accompagnato.

Con L’arte della vittoria, l’autobiografia di Phil Knight, fondatore della Nike, è stato proprio così.

E so che può sembrare strano, perché magari ti aspetti che sia un libro tecnico, una raccolta di lezioni di business, una guida alla scalata imprenditoriale. E invece è un racconto profondamente umano, pieno di dubbi, strade sbagliate, paure, intuizioni. Una storia che parla di sogni, ma anche e soprattutto di tentativi. Tanti, tantissimi tentativi. E fallimenti. E ripartenze.

È stato un continuo sfogliare, perché non si può leggere la storia della Nike e non pensare alla propria. A ciò che hai inseguito. A quello che hai mollato. Alle volte in cui hai pensato: “ma chi me lo fa fare?”

È una biografia che ti parla come fosse un romanzo (anche se non vendi scarpe)

Knight non è un supereroe. Non è l’imprenditore geniale che ha sempre saputo dove andare. È uno che correva — letteralmente — e mentre correva si domandava “e se provassi a vendere scarpe?”.

Uno che parte per un viaggio attorno al mondo con pochi soldi, ma con un’idea in testa.

Uno che si rifiuta di abbandonare quella idea anche quando tutti gli dicono che è una follia.

E che per realizzarla si circonda di persone strane, imperfette, appassionate. Le persone giuste, che a leggerle sembra di conoscerle da sempre.

È lì che ho capito che L’arte della vittoria è un libro sull’inizio. Non sulla fine. Non sulla vittoria in sé, ma su come ci si arriva. E che spesso ci si arriva inciampando, perdendo soldi, dormendo male, sbagliando tutto, ma restando. Restando nel sogno, nella visione, nella fatica.

Phil Knight e quel “provaci” che assomiglia tanto al mio in “Posso offrirti un caffè?”

E mi è successa una cosa buffa, mentre lo leggevo. A un certo punto ho pensato al mio romanzo, Posso offrirti un caffè?.

E ho pensato: ma cosa c’entra Phil Knight con un libro che parla di dialoghi, di attese, di domande da farsi e farsi fare?

Poi ho capito. C’entra eccome.

Perché anche Posso offrirti un caffè? è nato così. Da un pensiero che sembrava piccolo. Da una folata di vento, un quaderno a terra e una penna. Da un “e se provassi a scrivere di quello che mi sta succedendo dentro?”. E poi da ore a scrivere, riscrivere, avere paura, non sapere se bastava.

C’entra perché anche lì, in mezzo a parole che sembrano leggere, c’è una verità fortissima: quella che non serve essere perfetti per cominciare. Serve solo volerlo davvero.

E forse c’entra anche perché quel libro, Posso offrirti un caffè?, l’ho scritto proprio nei giorni in cui cercavo di darmi il permesso di provarci. Di provarci davvero.

Se hai qualcosa da inseguire

Questo libro è da leggere perché ti ricorda quanto è importante crederci anche quando tremano le gambe, anche quando nessuno ci scommetterebbe. Ecco, L’arte della vittoria è quel libro.

Non perché ti dice come fare. Ma perché ti fa sentire meno sola, meno solo, se anche tu, come me, come Phil Knight, ogni tanto ti svegli chiedendoti se quello che stai costruendo abbia davvero senso.

E poi capisci che sì, ce l’ha. Perché è tuo. Perché ci credi. Perché ci hai messo dentro tutto quello che avevi.

E allora sì, può essere anche solo una scarpa. O una frase. O un sogno ancora senza nome. Ma se hai il coraggio di iniziare, ha già cominciato a vivere.

Quindi domandiamocelo: cosa stiamo inseguendo, anche quando tremano le gambe? Io credo di averlo capito, ma nel dubbio, continuo a scrivere.

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