Venerdì sera pensavo a come cambiano le cose, i modi, le nostre esigenze: come cambiamo noi. Pensavo a quando da adolescente non vedevo l’ora arrivasse il sabato sera per uscire con gli amici. Oggi invece aspetto il venerdì, precisamente le 17 di ogni venerdì, per chiudere la settimana e dedicare tempo nel weekend a me stessa e alle persone che amo.
Che bello il venerdì sera, quando tutto rallenta e scegli di andare a dormire presto per goderti il sabato fuori in piena forma. E che bello il sabato sera, le letture profonde, quegli “ancora un altro capitolo” che ti fanno inoltrare la mezzanotte. E le sveglie che non suonano la domenica mattina.
Domenica mattina, quella di oggi, tra scroll su instagram, qualche acquisto online, qualche ricerca. La lettura di alcune recensioni, la ricerca online di stanze nel cuore della (anche lei, ormai) mia Bari per un weekend all’insegna del relax e del coccolarsi un po’, per lasciarsi andare.
Su Facebook, una frase attira la mia attenzione:
Non stiamo perdendo valori: li stiamo svendendo per essere accettati più in fretta.
Luca Ward, voce profonda e inconfondibile, mi ha strappato di dosso la distrazione di uno scroll compulsivo e sono inciampata nelle sue parole a caratteri grandi. Non riuscivo a togliermela dalla testa ed è per questo che è diventata questa riflessione.
Valori vs visibilità: cosa scegliamo quando vogliamo essere visti
Ho pensato: davvero abbiamo smesso di avere valori? E se sì, perché lo facciamo? Forse perché molto più spesso vogliamo essere visti, inclusi, accolti e mettiamo in saldo i valori. E poi c’è fretta, c’è ansia da prestazione anche nelle relazioni, c’è il bisogno di compiacere, di farsi dire “sei giusto così”. Il problema è che molte volte costruiamo una versione di noi che non ci corrisponde affatto e che quindi a essere “giusti”, a detta di quelli che ti classificano come tale, non siamo noi, ma qualcun altro, perché smettiamo di essere chi siamo realmente.
Per carità, voler piacere è umano, lo facciamo da sempre. Fin da quando siamo piccoli, cerchiamo l’approvazione dei genitori o un “brava” dal nostro insegnante. Ci portiamo dietro questo retaggio e, negli anni in cui il nostro io cresce e si consolida, si fa bussola. Ma non sempre le bussole segnano il nord. A volte, si smagnetizzano e ci mettono su strade che non avremmo mai scelto.
Il bisogno di piacere a tutti
Fondamentalmente, ci spaventa l’idea di restare fuori. Da cosa, non l’ho mai capito, ma è una cosa che ho provato anche io (e che ora, sinceramente, non mi appartiene più). È che abbiamo disimparato a piacere, a dire “questo non lo faccio, non lo voglio fare, non mi va, in questa cosa non credo” e che le nostre scelte, quello in cui invece crediamo invece, possa farci perdere la platea che pensiamo di avere di fronte. In realtà, non c’è nessuno che ci guarda, è solo una costruzione che siamo soliti fare in una società che corre continuamente, in cui si fingono relazioni, rapporti e sorrisi e caliamo la testa quando tra gli scroll sui social ogni contenuto sembra giusto e postato al momento giusto.
Insieme alla testa, abbassiamo il volume dei pensieri, i colori delle nostre idee si attenuano e si fa danno da accesi a pastello, fino a confondersi con il grigio.
E allora ci uniformiamo e nel farlo diventiamo irriconoscibili perfino a noi stessi. Quei valori, quello in cui crediamo, ci sono ancora, c’è ancora. Solo che li abbiamo messi in vetrina con un’etichetta rossa con su scritto “qui saldi, offerta speciale”. Abbassi il tuo valore, solo per fare come si fa con i vestiti, per “essere alla moda”, solo perché agli altri piaci così, perché così potresti fare tendenza. È così che vengono negoziati anche i valori: l’onestà, il rispetto, la coerenza. Tutto è in vendita, pur di sentirsi dire: “tu sei dei nostri”.
Ma ne vale la pena se quando tutto si spegne, steso sul letto della tua stanza, domandi al soffitto “dove sono finito? chi sono diventato?”. È così che ci si perde, cercando di appartenere.
Riconoscersi: la vera rivoluzione sta nel restare fedeli a sé stessi
Duttile, adattabile, omologato. Così ci vogliono: copie di copie. Restare fedeli a sé stessi diventa un atto rivoluzionario. Con la consapevolezza che non piaceremo mai a tutti, che ci sbatteranno porte in faccia, che verremo fraintesi, che non verremo capiti. Ma che va bene così, perché chi ci riconoscerà davvero lo farà per ciò che realmente siamo e non per chi fingiamo di essere.
E allora impariamo che l’unica approvazione che conta è quella che dai tu a te stesso, senza elemosinare rispetto, senza abbassare lo sguardo ogni volta che dici la tua.
Questi sono i miei valori e io ci credo, non mi svendo
Non è semplice, ci si arriva crescendo e so per certo che ci vuole coraggio a puntare i piedi e credere di più in sé stessi senza pensare a quello che la gente pensa di noi. Dobbiamo stare dove ci sentiamo liberi di essere chi siamo, dove ci sentiamo interi e non da cambiare, modificare, trasformare, non dove ci si sente continuamente sotto giudizio, dove ci sentiamo in attesa di essere o meno approvati. Non siamo plastilina. Siamo Lego e ci costruiamo da soli.
Non camuffarti. Non travestirti. Chi ti vuole diverso da come sei, non ti vuole davvero. Accettati. Amati. Scegliti. Sei perfetto così. Sei perfetta così. Sei bello così. Sei bella così. Sei intelligente così. Puoi migliorarti se vuoi, ma resta fedele a ciò che vuoi tu, mai a quello che gli altri vogliono.
Lo sto imparando anch’io, un passo dopo l’altro. Non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte, è un equilibrio da cercare ogni giorno. E lo vedo nel mio modo di lavorare, di scrivere, di amare: non sempre scelgo la via più semplice. Ma quella che mi somiglia di più, sì. E quando mi ci ritrovo dentro, so che ho fatto la cosa giusta, anche se non è piaciuta a tutti.
Perché la verità credo sia questa: si può vivere inseguendo il consenso, oppure si può vivere scegliendo di non svendere ciò in cui si crede. E allora, sì, Luca Ward ha ragione, non stiamo perdendo valori. Li stiamo svendendo. Ma non è troppo tardi per smettere di farlo. Basta smettere di correre verso chi non ci vuole davvero. Basta tornare ad ascoltarci, senza filtri, senza like, senza sconti. Non si accettano trattative.



