"Ogni punto d'arrivo è un punto di partenza"

Natale 2025: autoanalisi & piccole rivoluzioni 

Fine dicembre, Natale, fine anno: una riflessione personale di fine anno tra chiusure, nuove aperture, guarigioni e affetti.

C’è qualcosa nei giorni che chiudono dicembre che ci rende più fragili o forse più consapevoli, che può come non essere la stessa cosa. Forse è il cielo grigio e più freddo, il silenzio un po’ più lungo delle strade la mattina o già nel tardo pomeriggio, sarà la luce più tenue che batte sui vetri, o forse siamo semplicemente noi: rallentati, stanchi e pieni, pieni di quello che è stato e ancora di più di quello che speriamo possa essere.

Il mio 2025 è iniziato con delle chiusure e “chiusura” non è per forza una parola negativa. Alcune chiusure sono state rumorose, altre silenziosissime. Ho visto molti dei legami che avevo finire, logorandomi lentamente, altri rapporti spezzati in modo netto, come un ramo che si spezza con uno schiocco secco durante una tempesta, altri ancora che sembravano fossero saldi, per poi finire per inclinarsi, traballando, cadendo.

All’inizio ho fatto resistenza, come si fa sempre, quando non vuoi mollare, quando provi ad aggiustare anche quello che non si lascia aggiustare. Ma poi ho capito che non tutte le cose vanno salvate, che non tutto quello che finisce è un fallimento, che a volte “chiudere è un atto d’amore verso se stessi.

Chiudere, per aprirsi

E per ogni libro chiuso, c’è una nuova storia che inizia. Quella della mia vita con un’apertura diversa sulle cose del mondo, senza colpi di scena, ma con piccole cose, piccoli gesti, piccoli attimi. E arriva così con nuove prospettive che si fanno spazio lentamente, come la luce dell’alba che non chiede permesso ma alla fine si prende tutto.

E questa apertura è arrivata inevitabilmente anche grazie a un percorso concluso proprio all’inizio di questo dicembre, un percorso di psicoterapia iniziato due anni fa. Un viaggio durato più di 700 giorni, fatto di risalite lente, di domande difficili, di ricordi affrontati di petto e altri lasciati andare con dolcezza. L’ho terminato con un senso di gratitudine che fatico a spiegare. Non sono più la stessa di quando ho iniziato, ma finalmente, dopo tanto tempo, sento di essere pienamente me e quella me – con le sue cicatrici, i suoi limiti, la sua forza nuova – ha imparato a stare bene da sola.

Ed è proprio lì, quando non cercavo niente, che è arrivato qualcosa che oggi ha il volto, gli occhi e le mani di una persona che ho sempre saputo e che mi sembra che ci sia da sempre.

Ricominciare a fidarsi, ad amare, a lasciarsi curare

Non so come si spiega quando accade, quando qualcuno ti guarda e vedi che ti vede davvero, quando si prende cura di te con la stessa attenzione con cui si curano le cose preziose, quando ti senti a casa, anche lontano da casa. Con lui ho imparato – o forse ricordato – che amare non è trattenere, non è convincere, è esserci e ora mi sento vista, accolta, ascoltata.

E poi le amiche di sempre, quelle che non se ne sono mai andate, nemmeno nei giorni storti, quelle che sanno leggermi anche senza parlare, che arrivano prima delle lacrime, che restano anche quando non capiscono, ma che finiscono per farlo.

L’anno che arriva e il desiderio di restare (a modo mio)

Non ho grandi propositi per l’anno che verrà. Non voglio essere migliore, più brava, più produttiva. Voglio solo restare “vera”, esattamente come qualcuno mi ha fatto notare descrivendomi come tale, a primo impatto, senza nemmeno conoscermi, soltanto guardandomi, soltanto ascoltandomi. E voglio farlo continuando a fare spazio alle cose che contano, a chi mi fa sentire leggera e rinunciando a tutto ciò che appesantisce, che confonde, che inganna. Voglio fidarmi del mio intuito: scegliere chi mi sceglie, avere cura di chi ha avuto cura di me.

Il 2025 mi ha tolto tanto, ma mi ha anche dato ciò che serviva davvero: la capacità di restare fedele a me stessa, di riconoscere il bene quando arriva, di dire addio senza perdermi, di dire grazie senza sminuirmi, di credere in me stessa e amarmi un po’ di più.

Ogni anno ci lascia qualcosa e ci prende qualcos’altro. Quest’anno ho lasciato alle spalle alcune parti di me che non mi somigliavano più e ho trovato nuove parole per raccontarmi, con chi mi ama, con chi mi ascolta, con chi mi legge. Auguro a me stessa – e a chi legge – un nuovo anno di verità, di scelte fatte col cuore, di incontri che curano, di relazioni che nutrono. Perché, alla fine, è questo che resta e che conta.

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